Scegliere di non allattare: la mia esperienza

Scegliere di non allattare non è un capriccio.
Scegliere di non allattare non significa non amare i tuoi figli.
Scegliere di non allattare non significa aver fallito.
Scegliere di non allattare non ti rende una mamma di serie B.
Scegliere di non allattare, a volte, è fondamentale e riconoscere questo bisogno non è così semplice.
Ormai viviamo in una società in cui le mamme perfette sono quelle che partoriscono con parto naturale (senza epidurale ovviamente!!!), che allattano i propri figli fino a X anni, che fanno tutto da sole perché chiedere aiuto significherebbe non essere in grado di fare la mamma.
Sfatiamo questi miti inutili e partiamo dal fatto che se per alcune donne l’allattamento è qualcosa di meraviglioso, in grado di creare un legame forte mamma e figlio, un momento di dolcezza unico nel suo genere, c’è un’altra parte di donne che vivono l’allattamento davvero male e che meritano di scegliere di non allattare senza dover per forza sentirsi giudicate dal mondo intero.
Purtroppo la scelta di non allattare non viene sostenuta e supportata da nessuno, perchè nessuno si pone di mettere al primo posto le scelte e le esigenze di una neomamma che è già abbastanza in difficoltà, perchè per la cronaca dopo aver affrontato un parto, si avrebbe solo voglia di tanta comprensione!!!
Ho deciso allora di raccontare la mia esperienza con l’allattamento e le mie difficoltà subito dopo la nascita della mia prima bimba…tutte motivazioni che mi hanno portato non solo ad interrompere l’allattamento con lei, ma anche a rifiutare categoricamente di “provarci” con la seconda bimba.

Scegliere di non allattare: vi racconto la mia esperienza

Era Dicembre 2017 quando è nata la mia prima bimba e all’ospedale ovviamente iniziò subito ad attaccarsi al seno procurandomi non poco dolore.
Del resto avevo appena partorito cosa poteva essere in confronto un pochino di dolore al seno?
Purtroppo il dolore era sempre più forte, la bambina dicevano si attacca bene, quindi è questione di giorni e tutto passerà.
Purtroppo le cose non andarono proprio così, la bambina trascorreva molte ore attaccata al seno, procurandomi un dolore lancinante e stimolando una produzione di latte che lei piccina non riusciva a bere tutto con conseguente mastite.
Dopo una marea di consulenze e qualche giro al pronto soccorso dove spesso e volentieri venivo etichettata come “lagnosa di carattere” perchè provare fastidio è del tutto normale, arriviamo alla conclusione che tra una poppata e l’altra dovevo staccarla dal seno e approfittarne per tirare il latte.
Quella che doveva essere una soluzione si rivelò un vero e proprio incubo.
Trascorrevo le mie giornate esclusivamente dietro al latte notte e giorno, in quanto la suzione della bimba unita al tiralatte mi portò ad avere una quantità di latte sempre maggiore.
Non potevo uscire di casa perché i miei seni perdevano quantità assurde di latte, bastava una mezz’ora e dovevo completamente cambiarmi perché i miei vestiti erano completamente inzuppati di latte, questo mi impediva di uscire di giorno e di dormire qualche ora la notte.
Dopo 1 mese e mezzo così la mia mastite peggiorò e si trasformò in ascesso con conseguente incisione.
Da lì la decisione, di comune accordo con la consulente che mi stava seguendo, di prendere la pasticca per togliere il latte.
Pasticca che mi diede non pochi effetti collaterali ma che almeno mi portò a risolvere un problema che mi stava facendo stare male fisicamente e soprattutto psicologicamente.
Dal giorno dopo la mia bimba passò al biberon e al latte artificiale e iniziammo a goderci le passeggiate e le nostre giornate cuore a cuore perché per amarsi e godersi ogni istante è fondamentale stare bene indipendentemente dal latte che viene dato ai nostri piccoli.
Dopo questa esperienza, quando nel 2020 è nata la mia secondo bimba ho scelto di non allattare, ho scelto di non provarci proprio, ho scelto di darle il latte artificiale già in ospedale, ho scelto di imporre la mia decisione alle infermiere che cercavano di spiegarmi l’importanza del latte materno.
Nessuno mette in dubbio l’importanza del latte materno, nessuno mette in dubbio che allattare per molte mamme è un’esperienza meravigliosa, ma allo stesso tempo cerchiamo di riconoscere senza giudicare la decisione di una mamma di non allattare.
E cerchiamo di supportare e rispettare una decisione così personale che dietro può nascondere diverse motivazioni e diverse difficoltà che non sta a noi giudicare.
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