Coronavirus: il trionfo dell’egoismo

Il Coronavirus in Italia si sta diffondendo di giorno in giorno e l’attenzione (e per molti la preoccupazione) cresce a dismisura.
Ho pensato a lungo prima di scrivere questo articolo e considerando che non sono un medico nè un virologo, sicuramente non si tratta di un articolo per fare informazione, ma amo dire la mia e questo sito rappresenta pur sempre un mio spazio,per cui il mio pensiero mi sento di metterlo nero su bianco.

Photo Credit: bobine.tv

Le ultime 2 settimane sono state segnate da scene e comportamenti estremi; abbiamo assistito all’acquisto compulsivo di mascherine e disinfettanti mani, all’assalto di massa ai supermercati in cui non sono mancate risse per accaparrarsi l’ultimo pacco di farina, a richieste di provvedimenti restrittivi al Governo per limitare i contagi.

E poi? D’improvviso cosa è cambiato?

Nel momento in cui il virus ha iniziato a diffondersi realmente, ecco che tutte le preoccupazioni, le ansie, il panico sono sembrate un’esagerazione, passando per molti in secondo piano.

E così un paese europeo chiude l’ingresso agli italiani? <Esagerato, razzisti, noi che apriamo sempre le porte a tutti, adesso veniamo trattati così!>, del resto l’egoismo italiano mette un viaggio prima della tutela della salute propria e del prossimo.

Al Sud le persone provenienti dal Nord non vengono accolte a braccia aperte? <E adesso anche i terroni si permettono di dire la loro, dopo questo comportamento mai più al Sud>

Il Governo chiude le scuole come misura preventiva? <Eh ma adesso noi come facciamo ad andare a lavorare se abbiamo i bimbi a casa!>

Si invitano i cittadini a non frequentare i luoghi chiusi? <Eh però i ristoratori nessuno li sta tutelando!>

Il mondo intero annulla le vacanze di Pasqua in Italia? <E adesso noi albergatori e  in generale chi vive di turismo adesso come mangia e le tasse come le paga e lo Stato come ci aiuta?>

Qualche nonno osa intrattenere i nipotini al parco? <E allora che senso ha chiudere le scuole se poi i bimbi vanno al parco?>

Si invita, dove possibile, a lavorare da casa? <Eh ma come si fa a lavorare con i bimbi a casa?>

Queste sono solo alcune delle affermazioni dell’italiano medio davanti ad ogni decisione riguardante il Coronavirus, perchè l’italiano medio ritiene inutile ogni misura preventiva, non tollera dover rimandare un viaggio, non ritiene la tutela della salute propria e del prossimo così importante da poter fermare un attimo tutto e ripartire quando questa situazione sarà finalmente finita.

Egoismo è l’unica parola che mi viene da associare a tutte quelle persone che invece di fare del proprio meglio per limitare la diffusione del Coronavirus preferiscono lamentarsi e puntare il dito contro ogni decisione e provvedimento preso.

Per quanto si voglia evitare un forte allarmismo e un panico che non servirebbe a niente, va CAPITO da tutti che non si tratta di una semplice influenza e che il personale medico sta lavorando senza sosta per curare i pazienti che quotidianamente richiedono cure e ricoveri ospedalieri, ma bisogna anche CAPIRE che i medici sono umani e non possono fare miracoli perciò se ci chiedono di limitare le uscite per evitare un forte contagio che andrebbe a colpire troppe persone contemporaneamente  mettendoli in seria difficoltà per garantire a tutti le migliori attenzioni, ASCOLTIAMOLI.

E quel viaggio che abbiamo prenotato da mesi e pagato con i soldi di tanto impegno lavorativo ce lo faremo in un altro momento, la pizza con gli amici rimandiamola alla bella stagione in riva al mare e le preoccupazioni per l’economia italiana rimandiamola di qualche mese, quando potremo finalmente uscire liberamente e se l’egoismo non la farà nuovamente da padrone saremo tutti ben lieti di andare a fare colazione al bar sotto casa, di acquistare al negozio di quartiere e non nella catena low cost e di prenotare un viaggio tra le bellezze italiane invece che all’estero.

 

 

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